Al via la riforma del lavoro sportivo: figure e autodichiarazioni

8 Agosto 2023

Al via la riforma del lavoro sportivo. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 26 luglio, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive dei decreti attuativi della Riforma dello sport, in vigore dal 1.07.2023

Di seguito un prospetto che riassume le diverse figure riconosciute in seguito alla riforma del lavoro sportivo.

Le figure del lavoro sportivo

LAVORATORE SPORTIVO
  • È un tesserato che svolge, a favore di un soggetto dell’ordinamento sportivo e a fronte di un corrispettivo, una mansione che sulla base dei regolamenti tecnici di FSN e DSA è necessaria per lo svolgimento di attività sportiva.
  • Non sono lavoratori sportivi coloro che forniscono prestazioni nell’ambito di una professione la cui abilitazione professionale è rilasciata al di fuori dell’ordinamento sportivo e per il cui esercizio devono essere iscritti in appositi albi o elenchi tenuti dai rispettivi ordini professionali.
  • Possono considerarsi lavoratori sportivi: Atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara e gli altri tesserati che svolgono una mansione inclusa nell’elenco tenuto dal Dipartimento per lo Sport

Si possono considerare lavoratori sportivi: atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara e gli altri tesserati che svolgono una mansione inclusa nell’elenco tenuto dal Dipartimento per lo Sport.

DIPENDENTI PUBBLICI

Possono prestare la loro attività in qualità di volontari, fuori dall’orario di lavoro, previa comunicazione all’amministrazione di appartenenza; se la loro attività rientra nel lavoro sportivo ed è svolta a fronte di un corrispettivo, possono prestarla previa autorizzazione della amministrazione di appartenenza, anche nella forma del silenzio assenso.

DIRETTORI DI GARA
È sufficiente una comunicazione o designazione per la singola prestazione.
• Comunicazioni al centro dell’impiego cumulativamente per non più di 30 prestazioni entro il 30° giorno successivo alla scadenza di ogni trimestre.
• Oltre all’eventuale compenso, rimborso spese documentate alle condizioni stabilite dall’ente.
• Possibile rimborso spese, previa autocertificazione, anche per spese sostenute nel comune di residenza.
RAPPORTO DI LAVORO NEL DILETTANTISMO
Fino a 24 ore settimanali, al netto del tempo dedicato alla partecipazione a manifestazioni sportive, presunzione di lavoro autonomo nella forma di co.co.co., salvo prova contraria.
RAPPORTO DI LAVORO NEL PROFESSIONISMO
Disciplina sostanzialmente invariata rispetto all’attuale.
• Misura di sostegno, nel settore professionistico, per il graduale inserimento di atleti e atlete di età inferiore a 23 anni, per i quali non costituiscono reddito per il percipiente i compensi fino a € 15.000,00.
• Per gli sport di squadra, la predetta disposizione si applica se le società professionistiche hanno un fatturato inferiore a € 5 milioni.
APPRENDISTATO
Sia nell’area del professionismo che nell’area del dilettantismo, 14 anni età minima per l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

Ecco le PRINCIPALI SEMPLIFICAZIONI DELLA RIFORMA DEL LAVORO SPORTIVO

Ecco quindi cosa prevede la semplificazione per la gestione del rapporto di lavoro in ambito dilettantistico e periodo di transizione verso le nuove regole:

  • gli adempimenti relativi alle collaborazioni tra luglio e settembre possono essere compiuti entro dicembre 2023;
  • le comunicazioni al Centro per l’impiego possono essere effettuate entro il 30° giorno del mese successivo all’inizio della collaborazione
  • i suddetti adempimenti possono essere effettuati in via telematica anche utilizzando il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.
REDDITI DA LAVORO

I compensi dei lavoratori sportivi sono considerati redditi da lavoro e sono previste 3 fasce:

  • fino a € 5.000: esenzione fiscale e contributiva;
  • tra € 5.000 e € 15.000: soggetti a contribuzione ma fiscalmente esenti
  • oltre € 15.000: soggetti a contribuzione e tassazione secondo le regole ordinarie.
IRAP

Tutti i singoli compensi per i collaboratori coordinati e continuativi, dell’area del dilettantismo, inferiori all’importo di € 85.000, non concorrono alla determinazione della base imponibile.

INAIL

I lavoratori sportivi co.co.co. non sono soggetti a Inail, ma sono assicurati secondo le modalità già previste dalla L. 27.12.2022, n. 289.

PENSIONE

• I lavoratori sportivi subordinati, sia nell’area del dilettantismo che nel settore professionistico, sono iscritti al Fondo Pensioni dei Lavoratori Sportivi gestito dall’INPS.
• I lavoratori sportivi dilettanti autonomi saranno invece iscritti alla gestione separata.

SOSTEGNO PICCOLE ASD/SSD

Riconoscimento di un contributo commisurato ai contributi previdenziali versati sui compensi dei lavoratori sportivi co.co.co. (erogati nei mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre 2023) alle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche con ricavi non superiori a € 100.000.

MONDO PARALIMPICO

Gli atleti paralimpici di alto livello, dipendenti del settore pubblico o del settore privato, possono partecipare a competizioni e allenamenti con un permesso speciale retribuito.

CONTROLLI SANITARI

Il lavoratore sportivo è sottoposto a controlli medici a tutela della salute nell’esercizio delle attività sportive e la competenza è del medico specialista in medicina dello sport, mentre l’idoneità all’attività, non riferita all’esercizio dell’attività sportiva, è rilasciata dal medico competente in conformità alle disposizioni contenute nell’art. 41 D.Lgs. n. 81/2008.
Quest’ultimo utilizza la certificazione rilasciata dal medico sportivo.

VOLONTARI

• Nessuna retribuzione per i volontari.
• Rimborso spese documentate alle condizioni stabilite dall’ente.
• Possibile rimborso spese fino a euro 150 mensili, previa autocertificazione.

COLLABORATORI AMMINISTRATIVO GESTIONALI
  • Non sono considerati lavoratori sportivi.
  • Non vi rientrano coloro che forniscono attività di carattere amministrativo-gestionale nell’ambito di una professione per il cui esercizio devono essere iscritti in appositi albi o elenchi tenuti dai rispettivi ordini professionali.
  • Si applica in parte la disciplina in materia contributiva dettata per il rapporto di lavoro nel dilettantismo.
OSSERVATORIO NAZIONALE SUL LAVORO SPORTIVO

Promozione di iniziative per la migliore conoscenza e applicazione della nuova disciplina, monitoraggio costante, esame problematiche, promozione eventuali iniziative correttive o migliorative, pubblicazione rapporto annuale.

REGISTRO NAZIONALE DELLE ATTIVITà SPORTIVE DILETTANTISTICHE
  • Effettivo strumento di semplificazione e di utilità per tutto il mondo dello sport dilettantistico.
  • Coinvolgimento di CONI e CIP nella verifica della natura dell’attività di associazioni e società sportive rientranti tra quelle svolte nell’ambito di FSN, DSA o EPS.
  • Comitato permanente inclusivo di rappresentanti CONI e CIP per esame conformità a propri principi fondamentali di associazioni e società richiedenti iscrizione al Registro e affiliate a organismi rispettivamente riconosciuti da CONI e CIP.

Le sponsorizzazioni previste dalla riforma del lavoro sportivo

Inoltre, ENTRO il 29 SETTEMBRE 2023 sarà possibile presentare domanda per ottenere il credito di imposta, pari al 50% degli investimenti in sponsorizzazioni sportive effettuate dal 1 gennaio 2022 al 31 marzo 2022.

Per presentare la domanda occorre collegarsi alla piattaforma del Ministero dello Sport

Le pratiche per il riconoscimento del credito d’imposta 2023 e la relativa procedura di richiesta verranno avviate al termine delle pratiche 2022.

Infine, ti ricordiamo che, se hai dei dubbi sulla riforma del lavoro sportivo, puoi scriverci una mail a studioroletti@studioroletti.it

Articoli collegati

ARTICOLI RECENTI

Iva ridotta solo per ristrutturazioni di casa

Una sentenza della Corte di Giustizia UE dispone che l’aliquota Iva ridotta sulle ristrutturazioni delle abitazioni private si applica a condizione che tali abitazioni siano utilizzate ai fini abitativi alla data in cui i lavori sono eseguiti